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           o.n.l.u.s.
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la grande ricchezza dell’umanità sta nella solidarietà adolfo pérez esquivel
la terra ha risorse sufficienti per i bisogni di tutti,  non per l’avidità di tutti mahatma gandhi
Coltivazione in Madagascar della pianta dell’artemisia annua Ogni persona ed ogni comunità ha il diritto di affrontare e soddisfare la maggior parte dei bisogni relativi alla propria salute La   popolazione   del   Madagascar   è   di   circa   22.000.000,   diciamo   circa perché   spesso   le   nascite   non   vengono   registrate   soprattutto   nei   piccoli   villaggi     a   causa   del   difficile   collegamento   con   i   centri   comunali,   nonché   dei   costi relativi compreso il trasporto. L’80%   della   popolazione   è   al   di   sotto   della   soglia   della   povertà   con   un reddito   giornaliero   inferiore   ad   1   euro,   per   i   più   fortunati,   per   altri   il   reddito   si riduce   a   zero;   un   salario   medio   può   essere   compreso   tra   i   25   ed   i   50   euro:   quest’ultimo   da   ritenersi   già come ottima retribuzione. In   Madagascar   una   delle   prime   cause   di   mortalità   è   dovuta   alla   malaria   che   rappresenta   una   delle malattie   parassitarie   più   importanti   del   mondo.   Ogni   anno   circa   500   milioni   di   persone   si   ammalano   di malaria e di queste il 90% vive nell’Africa sub.sahariana, ivi compreso il Madagascar. In   Madagascar   ogni   anno   muoiono   circa   100.000   bambini   di   età   inferiore   ai   5   anni   sia   per   la malaria che per la malnutrizione. L’incremento   di   mortalità   degli   ultimi   anni   è   legato   alla   diffusione   del   Plasmodium   falciparum trasmesso dalla zanzara anofele, resistente ai diffusi e poco costosi farmaci. antimalarici come la clorochina e la sulfadossina-pirimetamina. In   Madagascar,   a   differenza   di   altre   regioni,   si   è   riscontrato   che   il   Plasmodium   falciparum non   è   resistente   all’artemisia:   per   questo   motivo   mada in italy    o.n.l.u.s.   tra   i   suoi   progetti   prioritari ha incluso quello di diffondere la coltivazione dell’artemisia annua in Madagascar. La   scelta   di   introdurre      la   coltivazione   di   Artemisia   Annua   in   Madagascar,   come   progetto   pilota,   è stata   effettuata   principalmente   tenendo   conto   della   semplicità   di   coltivazione   e   riproduzione,   e   delle caratteristiche di cultura agricola del paese. dove   la   malaria   è   un   problema   di   salute   pubblica   ma   dove   comunque,   come   sopra   specificato,   non sembra ancora esser comparsa la resistenza all’artemisia. L’artemisia   ha   il   vantaggio   di   richiedere   poche   cure,   sia   in   fertilizzanti   che   pesticidi   e   se   ne   può produrre circa 2 tonnellate di foglie per ettaro. La   necessità   che   i   paesi   in   via   di   sviluppo   hanno,   prima   di   tutto,   di   far   conto   sui   propri   strumenti   di sviluppo   connaturati   con   il   territorio,   sprona   alla   valorizzazione   di   specie   vegetali   che   sono   comprese nella farmacopea naturale o siano compatibili con questa per condizioni climatiche e geocolturali. In   un   difficile   contesto   come   quello   del   Madagascar,   il   tè   di   Artemisia   annua   può   rappresentare,   oggi, l’unica speranza di vita per migliaia di persone, sopratutto anziani e bambini. L’assunzione   dell’infuso   di   Artemisia   annua   sin   dai   primi   anni   di   vita,   potrebbe essere    una    soluzione    al    controllo    dell’alta    mortalità    infantile    causata    dalla malaria.   L’assunzione   dell’infuso   permetterebbe   ai   tanti   bambini,   più   deboli, che   andrebbero   in   contro   a   morte   sicura,   di   vivere   il   tempo   necessario   per sviluppare   quella   bassa   immunità   al   plasmodium   falciparum   che   permette   di sopravvivere    alle    crisi    malariche    meno    aggressive.    Anche    in    questo    caso l’assunzione   dell’infuso   costituisce   l’unica   prospettiva   di   una   vita   normale,   o   quasi,   in   contesti   in   cui   la malaria rappresenta una vera e propria piaga sanitaria ed economica. L’utilizzo   di   un   infuso   di   una   pianta   non   è   una   mono-terapia.   Nella   pianta   di   Artemisia   annua,   oltre all’artemisinina,   vi   sono   altri   principi   attivi   efficaci   contro   la   malaria   falciparum   quali   artemetin,   casticin, chrysoplenetin,   chrysosphenol-D   and   cirsilineol   oltre   alle   50   sostanze   che   formano   la   struttura   bio-chimica della pianta. Nella    letteratura    scientifica    non    si    è    mai    osservato    un    parassita    che    abbia    sviluppato    una resistenza agli estratti di una pianta. Per   gran   parte   della   popolazione   del   Madagascar,   impossibilitata   ad   avere   accesso   ai   costosi farmaci   efficaci,   la   coltivazione   di   questa   pianta   significherebbe   disporre   di   un   trattamento   di provata validità terapeutica a costo zero. Caratteristiche dell’artemisia annua Già   citata   come   ottimo   antipiretico   nei    Rimedi   dei   52   mali ,   un   trattato   del   168   avanti   Cristo,   l’erba   Quinghao   ( Artemisia annua ) fa da sempre parte della medicina naturale cinese. Si    tratta    di    un    arbusto    alto    e    infestante,    facile    da    coltivare,    ma    rimasto praticamente   sconosciuto   alla   medicina   occidentale   fino   alla   scoperta,   negli   ultimi   anni, delle   straordinarie   proprietà   antimalariche    di   un   suo   componente,   l’Artemisinina.    I derivati   dell'artemisinina   (artesunato,   arthemeter   etc.   )   hanno   un'azione   rapida   e   sono da    5    a    10    volte    più    efficaci    delle    altre    molecole    normalmente    utilizzate    per confezionare   i   tradizionali   antimalarici.   La   loro   breve   vita   nell’organismo   umano   rende minimo     il     rischio     di     formazione     di     resistenze.     L’ artemisinina ,     inoltre,     riduce drasticamente   il   numero   dei   gametociti   (la   forma   sessuata   del   parassita),   responsabili   della   trasmissione del plasmodium dall’uomo al vettore, e dell’eventuale resistenza da questo sviluppata. La   diminuzione   dei   gametociti   in   zone   endemiche,   soprattutto   nei   periodi   di picco        della    trasmissione,    potrebbe    permettere    di    diminuire    la    propagazione    della malattia e delle resistenza. A   renderla   preziosa   è   una   particolare   caratteristica   strutturale:   la   presenza   di   uno   speciale   ponte chimico ( ponte endoperossido ) che contiene atomi di ossigeno. Questa   struttura,   interagendo   con   l’Eme,   molecola   organica   presente   nei   globuli   rossi,   e   con   altre proteine   che   contengono   ferro,   genera   particolari    radicali   liberi   letali   per   il    Plasmodium   falciparum ,   il parassita   della   malaria.   Secondo   studi   recentissimi    in   vitro ,   l’Artemisinina   è   anche   un    potente   agente contro   numerose   manifestazioni   tumorali ,   tra   cui   leucemia,   cancro   al   colon,   seno,   ovaie,   prostata,   reni. Contro la malaria l’Artemisinina vanta già un’altissima percentuali di successi, il   95% dei casi .    L’Artemisia   è   prodotta   quasi   esclusivamente   in    Cina   (90%   del   mercato   mondiale ).   Si   tratta dunque   di   promuoverne   la   coltivazione   anche   nei   paesi   più   interessati   per   renderli   autonomi   almeno   sotto questo profilo.